Lutz Ehrenberger e la Belle Époque

Il mito della Belle Époque, con la sua immagine di età dell’oro animata da un’incredibile euforia, è il riflesso del respiro europeo e del desiderio d’innovazione che hanno segnato fondamentali cambiamenti nella società, nel gusto, negli stili di vita e nella comunicazione dell’età contemporanea.

Questo clima effervescente, ancora capace di coinvolgere il pubblico, rivive al MAGI’900 in una collezione costruita sul filo sottile della seduzione femminile. Bellissime e intriganti, oggetti del desiderio ma anche consapevoli e ormai proiettate verso l’emancipazione, le donne rappresentate nell’arte, nella decorazione, nell’editoria, nella moda e nella pubblicità furono migliaia, e i loro tratti, sospesi tra realtà e immaginario, sono ancora oggi riconoscibili come icone di uno stile ineguagliato.
Il nucleo

della raccolta tematica è scandito da un’ampia scelta di immagini che consentono una lettura di respiro internazionale, intorno ad alcuni capolavori molto noti, come il dipinto Il Cappellino azzurro di Giovanni Boldini, o quasi del tutto inediti, come le splendide illustrazioni a tempera di Lutz Ehrenberger, che ereditano lo spirito della Belle Époque e lo prolungano per i primi decenni del XX secolo.

Ludwig Lutz Ehrenberger (Graz, 1878 – Saarfelden am St. Meer, 1950), origine austriaca e formazione berlinese in pieno clima di Secessione, fu Parigi dal 1919 al 1935. Troppo tardi per vivere la serenità della Belle Époque ma in tempo perfetto per cogliere lo spirito che aveva animato le opere di Toulouse-Lautrec, proprio come come  l’artista francese Ehrenberger è stato assiduo frequentatore della vita notturna, dando continuità alla narrazione per immagini di quella società che, anche tra le due guerre, voleva ancora divertirsi e godere pienamente del benessere borghese. Con lo pseudonimo di Henry Sebastian (nel periodo parigino), poi di nuovo con il suo nome a Monaco di Baviera e in Austria, l’artista ha avuto una vastissima attività. Pubblicità, manifesti e soprattutto illustrazioni per riviste di grande diffusione gli hanno dato fama, benessere, apprezzamento per lo stile immediato, ironico, trasgressivo e mai volgare, ma il suo talento non è ancora stato pienamente valorizzato. La vasta raccolta di illustrazioni originali qui esposta è, infatti, il più importante nucleo museale dedicato all’artista.

Accanto alle opere dell’artista austriaco si articola una collezione originale e varia, nella quale molti dei nomi più noti dell’arte e dell’illustrazione si affiancano a quelli di autori meno conosciuti, ma altrettanto significativi della cultura figurativa del periodo. Giovanni Boldini, Paul César Helleu, Adolphe Willette, Marcello Dudovich, Vittorio Corcos, Aroldo Bonzagni, Remo Fabbri, Antonio Alberghini, Francesco Cangiullo, Alberto Martini, Félicien Rops, Eduard Fuchs, Charles Dana Gibson, Gustav Klimt, Ferdinand Reznicek. Una selezione particolarmente ampia è riservata alle riviste illustrate, pubblicazioni molto diffuse con cui collaboravano i migliori autori dell’epoca, contribuendo in maniera fondamentale alla diffusione di modelli di bellezza e comportamento più spregiudicati e seduttivi. In questa ampia ricognizione sulle principali riviste europee, figura un rarissimo esemplare di Le Rire del 1895-96 che contiene alcune delle più ricercate litografie di Toulouse-Lautrec.

Le opere di questa sezione sono attualmente parte integrante della mostra OMAGGIO ALLA FEMMINILITÀ DELLA BELLE ÉPOQUE. DA TOULOUSE-LAUTREC A EHRENBERGER