spazi espositivi

Il museo MAGI900 si compone di tre edifici espositivi: un silo del grano recuperato nel 2000, un secondo ampliamento del 2005, un terzo ampliamento del 2015.

 

La nuova ala del museo è formata da un grande edificio di tre piani fuori terra e da una grande terrazza panoramica. Il volume, dalla forma semplice e compatta, ospita al piano terra la collezione di opere dedicate all’Africa e al Sud America; spiccano le grandi sculture italo-africane realizzate in Kenya, le opere della Biennale d’Arte di Malindi, i dipinti di Esther Mahlangu, figura di spicco delle arti visive africane i cui lavori sono esposti nei principali musei del mondo; sono inoltre esposti i dipinti, le sculture e le ceramiche di Cesare Siviglia, artista la cui produzione è ispirata all’arte precolombiana.  Al primo piano della nuova ala è esposta invece l’Arte aniconica contemporanea, mentre l’ultimo livello è interamente dedicato all’Arte figurativa contemporanea e ai Nuovi realismi.

 

L’ala dei grandi maestri e delle collezioni è ospitata in un secondo edificio di sei livelli, costruito nel 2005 in ampliamento della sede storica del vecchio silo. Anche questa ala del MAGI900 è organizzata per sale tematiche ed è dedicata ai grandi Maestri italiani del Novecento – tra cui Boldini, Burri, Depero, De Chirico, Carrà, Fontana, Modigliani – alle pale d’altare della Chiesa Collegiata di Pieve di Cento salvate dal terremoto del 2012, con capolavori di Guido Reni, Lavinia Fontana, Guercino e Scarsellino, e a numerose raccolte. Tra queste spiccano la collezione di opere minime 8X10 del regista Cesare Zavattini, le sezioni dedicate ai movimenti artistici L’astratto presente, Poesia Visiva, Metacosa e Madì, le collezioni su Nado Canuti, Carlo Levi, Josè Ortega, Concetto Pozzati, Mauro Reggiani, Riccardo Ricas, Sergio Vacchi e Tono Zancanaro, la collezione Susmel sull’arte del Ventennio, la sezione sulla performance realizzata al MAGI900 dall’artista giapponese Shozo Shimamoto, quella dedicate all’Uomo della Pace.

 

 

L’ala storica – il silo blu trasformato in museo nel 2000 su progetto dell’architetto Giuseppe Davanzo – ospita le mostre temporanee, gli eventi, le conferenze e le attività con le scuole e per la didattica, nonchè il giardino delle sculture con opere monumentali di Nado Canuti, Simon Benetton, Umberto Mastroianni, Mirko, Graziano Pompili e altri autori italiani contemporanei.