Il progetto MAGI

Il MAGI’900 nasce da una passione e da una visione particolare dell’arte che Giulio Bargellini, fondatore del museo, ha sempre desiderato condividere con i visitatori.

Ideato come luogo degli eventi, delle relazioni, della conservazione, della contemplazione e della comprensione dell’arte come fenomeno complesso ed avvincente, il museo persegue questi obiettivi dal 2000, anno della sua apertura, proponendosi come un grande spazio aperto al confronto e al cambiamento.

L’articolata attività del MAGI’900, infatti, grazie alla varietà delle raccolte e all’ampiezza degli spazi, consente di affiancare esposizioni – permanenti e temporanee – a diverse tipologie di eventi, coinvolgendo artisti, collezionisti, critici, pubblico, studenti per proporre occasioni di conoscenza, riflessione, incontri.

Il museo, ricavato in un vecchio silo del grano del 1933 salvato dalla demolizione, ha continuato a rinnovarsi sempre, negli spazi fisici e nelle acquisizioni e nei campi di attività. Dapprima come Museo d’Arte delle Generazioni Italiane del ‘900, poi, dal 2005 con il secondo ampliamento e con la nuova denominazione MAGI’900, il museo d’arte ha ampliato i propri interessi in una proiezione via via più internazionale e aggiornata sulle emergenze culturali di stretta contemporaneità. Con l’ultimo ampliamento del 2015 il museo ha completato i propri spazi, arrivando ad esporre quasi integralmente la propria collezione di migliaia di opere d’arte in tre edifici strettamente collegati tra loro per una superficie espositiva di oltre novemila metri quadrati.

L’attuale allestimento della Collezione permanente è dedicato ad alcuni dei protagonisti e dei movimenti dell’arte e della cultura visiva tra XX e XXI secolo, e consente di approfondire tematiche particolarmente care al fondatore, perché storicamente importanti o inedite. Proposte attraverso un singolare percorso espositivo, articolato in una serie di piccole mostre dedicate a diversi nuclei, le personalità, le tendenze, le problematiche del pensiero contemporaneo vengono indagate attraverso piccole e grandi opere. Le scelte sono in gran parte legate alle curiosità e alle intuizioni del collezionista, che nel tempo si è avvalso della consulenza di diversi critici e curatori, ma testimoniano anche le attività svolte e l’amicizia con artisti di diverse generazioni, di cui egli è stato spesso mecenate.

Tra gli avvenimenti più significativi dell’ultimo periodo emerge la disponibilità di Giulio Bargellini ad accogliere e custodire all’interno del museo le opere d’arte salvate dal crollo della Collegiata di Santa Maria Maggiore di Pieve di Cento, fortemente danneggiata dal sisma che ha colpito l’Emilia nel maggio 2012: dodici splendide opere d’arte sacra dei secoli XV-XVIII – tra le quali capolavori di Lavina Fontana, Guido Reni, Guercino, Scarsellino – sono così ora esposte nella sala dedicata alla Collezione dei maestri storici del Novecento, con la quale intrecciano un dialogo silenzioso ed affascinante.

Questo nucleo conferma la vocazione eclettica di un luogo che si rivolge ad un pubblico ampio e senza barriere culturali, grazie al suo spiccato carattere di contenitore culturale vitale, aperto al mondo e al territorio. Muovendosi in diverse direzioni della cultura il MAGI interpreta così la propria identità di museo privato nella consapevolezza che la promozione dell’arte va inserita all’interno di una rete libera, interculturale e aperta ad ogni aspetto della storia e del futuro.

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Muovendosi in diverse direzioni della cultura il MAGI interpreta così la propria identità di museo privato nella consapevolezza che la promozione dell’arte va inserita all’interno di una rete libera, interculturale e aperta ad ogni aspetto della storia e del futuro.